
Teste da Porton
Le "teste da Porton" di Verona: i guardiani silenziosi della città. Passeggiando per le strade di Verona i turisti più attenti possono notare delle originali figure inserite sulle chiavi di volta dei palazzi.
Queste teste scolpite nella pietra, chiamate "teste da porton" riproducono forme di protomi umane o animali, alcune sono serie e composte, altre invece grottesche o umoristiche e sono tra gli aspetti più intriganti e meno conosciuti della città. Si trovano principalmente su edifici in stile tardo rinascimentale e barocco, in ricordo delle ricche decorazioni degli archi romani e furono introdotte a Verona dal grande architetto Veronese Michele Sanmicheli.
Questi elementi portanti non sono soltanto abbellimenti architettonici, ma racchiudono in sé superstizione e valore estetico. Le origini si ritrovano negli antichi amuleti diffusi nelle culture del Mediterraneo, nel mondo romano le si incontrano negli "oscilla". Sono presenti anche a Venezia e vengono chiamati Mascaroni, sono diffusi sulle facciate di chiese e campanili con una funzione principalmente apotropaica, per allontanare il male.
Questi silenziosi guardiani di pietra infatti trovano posto proprio nel punto di accesso all'abitazione e al loro sguardo non sfugge nulla, in tal senso proteggono le case da forze oscure e minacciose, con ghigni spaventosi e mostruosi, metà uomo e metà bestia. Talvolta la testa da porton rappresenta i valori e gli ideali di una famiglia, in alcuni casi riproducono lo stemma gentilizio e quindi sono una forma di comunicazione con funzione di rappresentanza.
Verona vanta un repertorio vastissimo di teste da porton, dalle eleganti figure femminili e maschili che simboleggiano le stagioni di Palazzo Realdi Monga, al beffardo mascherone di via Arcidiacono Pacifico.
Questi elementi di decoro architettonico sono parte integrante del paesaggio urbano, ci fanno immaginare interessanti storie nascoste dietro alle facciate dei palazzi.
Ma Verona le "teste da porton" sono davvero tante e questo modo di dire è entrato nell'uso comune, assumendo un altro significato, si dice infatti di una persona ottusa, testarda, che non vuole capire ciò che le si dice…
